Progettare una casa non significa solo scegliere dei bei mobili da un catalogo; significa tradurre l’anima di chi la abita in volumi, luci e percorsi. Come interior designer, il mio lavoro è un equilibrio sottile tra psicologia, ingegneria e poesia visiva.

Ecco come trasformo un guscio vuoto (o una vecchia stanza) nel tuo rifugio ideale, passo dopo passo.


1. L’intervista (Il brief)

Tutto inizia con un caffè e una chiacchierata. Non mi serve solo sapere quante stanze vuoi, ma come vivi. Sei un tipo da cene con dieci amici o preferisci rannicchiarti sul divano con un libro? In questa fase:

  • Ascolto i tuoi desideri e i tuoi “non sopporto”.
  • Analizzo il budget per capire come distribuire le risorse.
  • Capisco lo stile: minimalista, industriale, parigino o un mix unico.

2. Il rilievo e lo studio degli spazi

Prima della bellezza, viene la funzione. Torno in cantiere, prendo le misure millimetriche e studio l’orientamento della luce naturale. Iniziano i primi schizzi: qui decido se abbattere una parete o creare un’armadiatura su misura che faccia anche da divisorio. L’obiettivo è ottimizzare ogni centimetro.

3. Il concept e la “moodboard”

Questa è la fase creativa pura. Creo una tavola di stile (la moodboard) che mette insieme suggestioni, colori e atmosfere. Non è ancora il progetto definitivo, ma è la “bussola” emozionale del progetto. Serve a assicurarci di parlare la stessa lingua prima di passare ai dettagli tecnici.

4. Progettazione 2D e distribuzione

Passiamo al computer. Traccio la pianta definitiva con la disposizione degli arredi, i percorsi di passaggio e la posizione degli impianti (punti luce, prese, scarichi). Un buon design si vede da dove sono posizionati gli interruttori: devono essere esattamente dove la tua mano li cercherà al buio.

5. Il Render: vedere il futuro

Qui avviene la magia. Grazie alla tecnologia, creo dei render fotorealistici.

Il render è il momento in cui il cliente smette di immaginare e inizia a sorridere. Vedrai i materiali, l’effetto della luce sulle pareti e l’ingombro reale dei mobili come se fossi già dentro la stanza. È lo strumento fondamentale per evitare errori e ripensamenti costosi.

6. La materioteca: toccare con mano

Dopo aver visto il progetto virtuale, passiamo alla realtà tattile. Scegliamo insieme la materioteca:

  • Pavimenti: il calore del legno, la praticità del grès o il rigore del cemento resina.
  • Rivestimenti: carte da parati texturizzate, marmi o piastrelle artigianali.
  • Tessuti: velluti, lino, pelli per divani e tendaggi. Toccare i materiali è fondamentale perché una casa deve essere bella da vedere, ma anche piacevole da accarezzare.

7. Direzione artistica e cantiere

Un bel progetto sulla carta non serve a nulla se non viene eseguito a regola d’arte. Seguo i lavori, parlo con gli artigiani (falegnami, elettricisti, pittori) e mi assicuro che ogni dettaglio — dalla fuga delle piastrelle al colore del battiscopa — sia esattamente come lo abbiamo sognato.


Il risultato finale non è una “casa da rivista” fredda e impersonale, ma uno spazio che lavora per te. Un interior designer ti fa risparmiare tempo, evita errori strutturali e cromatici e, soprattutto, crea un’armonia che da soli è difficile raggiungere.

Entrare in una casa progettata bene significa sentire che ogni cosa è al suo posto. È la differenza tra abitare uno spazio e sentirsi finalmente a casa.

Qual è l’ambiente della tua casa che senti più lontano dal tuo stile in questo momento?